BIBLIOGRAFIA DI FAUSTO PASOTTI

Creative Destructions

Dario Piana, Schumpeter and the Beatles
Lupetti Editore

Milano 2005

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Dario Piana, un regista; Schumpeter, un economista; e i Beatles, il più celebre complesso musicale di tutti i tempi. Tre protagonisti apparentemente lontani ma che hanno in comune il medesimo demone: la distruzione creativa. Ogni prodotto innovativo distrugge tutto quanto esisteva prima di esso.

E la pubblicità, in questo processo, assume un ruolo determinante e necessariamente deformante della realtà. Ma la pubblicità stessa, quale servizio offerto al mercato, è soggetta essa stessa a un intenso processo di distruzione creativa. Niente più della pubblicità è figlia del proprio tempo: commistioni, tendenze, esasperazioni, tutto è ripreso, mixato e riproposto in nuove forme e stili.

E in questo concitato panorama pochi hanno la voglia, la capacità, la creatività e l’intelligenza di rimettersi quotidianamente in gioco, di distruggere le proprie creature per darne alla luce altre in un infinito ciclo virtuoso.
Dario Piana è uno di questi. 

Il libro è diviso in due parti.
La prima è dedicata all’argomentazione della suddetta tesi. Schumpeter, negli anni quaranta dello scorso secolo, ha enunciato una teoria generale basata proprio sull'innovazione tecnologica, un'innovazione così violenta e rivoluzionaria da essere definita distruttiva della madre dalla quale derivava, una specie di mantide religiosa industriale. Questa teoria, oggi, è in realtà applicabile a qualsiasi disciplina/arte/espressione/attività moderna. L'apparente contraddizione in termini (distruzione-creazione) è in realtà l'esplicitazione tautologica di un fenomeno assolutamente naturale, che soddisfa il principio darwiniano della sopravvivenza del più adatto. Solo così è spiegabile la longevità professionale di Dario Piana, l’unico regista pubblicitario, probabilmente a livello internazionale, a essere riuscito a perpetrare il proprio successo per vent’anni senza mai scendere ad alcun compromesso con la propria creatività, rimanendo sempre fedele a se stesso. Così come avevano fatto i Beatles nella loro carriera musicale. Nessun gruppo musicale e, oserei dire, nessun musicista nemmeno del passato è mai stato preda di un'equivalente distruzione creativa. Per dimostrare questa tesi è sufficiente prendere ad esempio pochi brani e ascoltarli uno di seguito all'altro. Cominciamo da Twist and shout, uno dei loro primissimi brani, coinvolgente ma rozzo ai limiti della decenza. Eppure sono già i Beatles che solo una manciata di anni dopo comporranno Here, there and everywhere, For no one e Yesterday, passeranno per Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band fino a concludere la loro carriera musicale con quell'incredibile suite, fatta di un collage di brani apparentemente inconciliabili, quale la seconda facciata di Abbey Road.

Nella seconda parte, invece, vengono pubblicati per la prima volta alcuni degli storyboard disegnati da Dario Piana per preparare i propri film. Piana, infatti, è uno dei pochi registi in grado di realizzare in proprio uno storyboard e i suoi disegni sono di per se stessi già un’opera d’arte.

La seconda parte è a sua volta divisa in cinque capitoli, tanti quante sono le forme espressive utilizzate da Dario Piana nel proprio lavoro.
Carni Eccellenti è dedicato all’uso dei testimonial.
Citazioni Succedanee alle citazioni cinematografiche.
Emozioni Surreali alla regressione verso la dimensione più innocente e vulnerabile dell’essere umano.
Azioni Irriverenti allo humor che pervade tanti film di Dario.
Infine Espressioni Sensuali, ovvero il piacere dei sensi: vista, udito, olfatto, tatto e un pizzico di sesso.
Oltre agli storyboard, ognuno dei quali completo di scheda tecnica, frame tratti dal film e relativi aneddoti, ogni capitolo recepisce il contributo di alcuni dei maggiori Creative Director italiani: Maurizio D’Adda, Lorenzo Marini, Maurizio Sala, Gavino Sanna e Gianpietro Vigorelli.




FaustIT

Lupetti Editore
Milano 2004

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Irriverente omaggio a Goethe e dichiarazione d’amore per la tecnologia, FaustIT è la rappresentazione della modernità, la parabola dell’incontro tra vecchio e nuovo, tra passato e futuro.
Qualcosa si è rotto nella splendida favola economica di Hulahop, terra di benessere, prosperità e autarchia economica, unico e fulgido esempio di mondo perfetto, in cui tutto funziona magnificamente e i cui abitanti godono di ricchezza e agio. Una crepa s’insinua nel piccolo paradiso terrestre: la Goethe Und Wagner AG, azienda di tradizione secolare costruttrice di pusterle, sta affondando nei debiti, nel crollo della produzione e nella totale assenza di nuovi ordini.
Cosa ha incrinato il perfetto meccanismo? Perché le pusterle, un tempo orgoglio e vanto di tutta la valle, cominciano a cadere e crollare miseramente insieme alle fortune del suo titolare e mentore Dottor Faust?
Scienziato, alchimista, innovatore, industriale di successo, per salvare la sua azienda il Dottor Faust è costretto a “vendere l’anima” a Mister Frederick G. Bulldog, lo spietato e temibile industriale presidente della Tailorsoft, un vero e proprio manipolatore della libertà informatica, uno che detta legge sul mercato grazie ai suoi software criptici e non standardizzati che gli consentono di realizzare enormi guadagni. Cosa convince il mite e onesto Dottor Faust a cedere alle lusinghe di un uomo d’affari senza scrupoli come Bulldog?
La risposta sta in un nome, Margherita, l’interfaccia dalle sembianze femminili del nuovo software Sadoware, il software più aggressivo della Valle, l’atteso deus-ex-machina delle sorti della Goethe Und Wagner. Margherita è agli occhi di Faust la quintessenza della femminilità: i suoi modi aggraziati, la sua gentilezza, l’intelligenza aperta e ricettiva, fanno di lei una creatura sovrannaturale e al contempo umana, divina e terrena, capace di far innamorare perdutamente Faust fino al punto di dimenticare la sua natura cibernetica.
Anche Margherita scorda la propria virtualità per farsi donna, confidente, amica e spalla del suo Maestro che le insegna l’arte di vivere e cerca di trasmetterle la sapienza, la ricerca della verità e la passione per il sapere. E’ uno scambio di amore e conoscenza che porta Faust alla tempesta dei sensi e ad oltrepassare i limiti dell’umano sentire.
Ma dietro quell’amore impossibile si celano dense nubi e un futuro a tinte fosche. Riuscirà Faust a sconfiggere il Grande Disegno di Bulldog? Può la sua dolce e amata Margherita essere il viatico della distruzione della Goethe und Wagner? E’ la resa dei conti, l’Eros e il Tanathos, il crinale su cui si gioca il destino dell’uomo e della macchina. Può la macchina impossessarsi interamente della mente ed esercitare il dominio intellettuale sul pensiero? Oppure può e deve essere funzionale allo sviluppo di un futuro sostenibile a misura d’uomo?
La scelta è nelle mani di Faust, nel suo libero arbitrio e nei mille dubbi che attraversano la sua fragilità umana. L’interrogativo aleggia sospeso, indefinito, in costante bilico tra il prevalere di un’informatica “buona” contro quella “cattiva”, tra una scelta drastica tra Margherita e la sopravvivenza della sua azienda, tra l’inferno e la libertà….




Panopticon

Lupetti Editore
Milano 2003

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Un uomo è ferito a morte mentre cammina
nel centro della sua città.
Negli ultimi cinque minuti
della sua esistenza
- tanti quanti sono i capitoli del libro -
oltre a comprendere il senso della propria vita,
capirà chi e perché.


Costruito a metà tra un instant movie e un excursus filosofico, “Panopticon” è un romanzo intriso di sentimenti forti, schietti e contrastanti, in cui l’apparenza viene travolta irrimediabilmente dalla realtà, in cui la presa di coscienza dolorosa e definitiva si risolve in una catarsi finale che espia le vanità umane, ribalta il comune sentire, travolge il tempo e travalica tutto ciò che agli occhi umani può sembrare razionale, coerente, giusto.
Panopticon prende il nome dal progetto di carcere-modello ideato dal filosofo utilitarista britannico Jeremy Bentham nel 1791. Bentham ha immaginato un edificio semi-circolare che ospita le celle in una sorta di circonferenza, al cui centro è collocata la sede dei sorveglianti. I prigionieri non possono così vedersi né comunicare l’un l’altro, ma sono esposti al controllo perenne delle guardie che possono osservare tutti senza essere mai visti.
Nella medesima condizione si viene a trovare il protagonista del libro, ferito a morte mentre cammina nel centro della sua città: riverso a terra, con la faccia sul selciato, grondante di sangue, può veder la scena del suo ferimento, i curiosi che accorrono, i poliziotti, il caos e lo sgomento che si creano in situazioni del genere, paradossalmente da un punto di vista privilegiato, che gli permette di valutare senza essere valutato, capire senza essere capito, sentire senza essere sentito. Cinque minuti: tanti i capitoli del libro, tanti i minuti che gli restano per comprendere il significato profondo della sua vita, del suo passato professionale e umano. Cinque minuti scanditi da un vorticoso turbinio di eventi e colpi di scena, di visioni e rivelazioni che ribaltano ogni logica possibile.
Tra i mille dubbi che possono attraversare la mente di un uomo sul filo sottile e tagliente che delimita il confine tra la vita e la morte, Chi e Perché sono le domande che tormentano il protagonista che, con sorprendente lucidità mista ad un delirio consapevole, passa in rassegna tutta la sua esistenza, in un crescendo di disperazione, orgoglio e un senso lacerante di impotenza/onnipotenza. Una vita normale in un pomeriggio normale viene sconvolta radicalmente nelle sue basi, nelle sue radici, nella sua essenza più pura, senza un’apparente giustificazione o logica.
Il tempo dei pensieri allora si dilata all’infinito in un flash back continuo e martellante che ripercorre tutte le tappe di una intera vita spesa tra lavoro-famiglia-carriera e sogni lasciati nel cassetto della giovinezza, mentre il tempo reale scorre freneticamente in un susseguirsi di eventi che ne sconvolgono irrimediabilmente il destino. Lo spettro della morte consegna al protagonista una logica penetrante e superiore, pregna di un che di divino e mistico: disteso a terra, si sente il guardiano del Panopticon della vita, il custode dei pensieri del mondo, colui che riesce in un ultimo afflato a comprendere le dinamiche umane di tutti gli astanti accorsi sul luogo dell’incidente, a leggere nelle loro anime a frugare nei loro sentimenti più reconditi. Ma proprio nel momento in cui crede di aver compreso il significato ultimo e più profondo della vita, tanto da essere riconciliato con essa e pronto all’idea della morte, tutte le sue certezze vengono frantumate e travolte da un catena di eventi imprevedibili, insospettabili, dirompenti e da rivelazioni che cambieranno per sempre il volto della sua esistenza passata, presente e futura.
Scopre che il suo ferimento non è stato casuale, che la sua morte, apparentemente incomprensibile, è stata voluta con fredda determinazione. Spionaggio industriale, terrorismo internazionale, questioni etiche e politiche, sentimenti che sconfinano in un amore torbido e proibito, si intrecciano in una parabola umana discendente. 



 

Lo strano caso del Dr. JakeIT e di Mr. Hidiot

Lupetti Editore
Milano 2002


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Nessuno oggi può dirsi indenne dai grandi cambiamenti che stanno percorrendo e percuotendo il mondo intero. E voi, nella vostra azienda, siete già attrezzati a questo scopo? Se la risposta è sì, leggendo questo libro avrete conferma delle decisioni che avete preso; se invece nella vostra azienda andate ancora avanti con carta e penna, è buona cosa che leggiate come una soluzione ERP possa migliorarvi la vita sollevandovi da una nutrita serie di mal di testa.
Mai come oggi è infatti vero che il battito delle ali di una farfalla a Timbuktu può provocare un terremoto a Cernusco sul Naviglio.
Questi cambiamenti, tutti rigorosamente in tempo reale, comportano capacità di adattamento e reattività formidabili, ottenibili solo e soltanto con una strumentazione aziendale di prim'ordine.
E voi, nella vostra azienda, siete già attrezzati a questo scopo?
Se la risposta è sì, leggendo le pagine successive avrete conferma delle decisioni prese; se invece nella vostra azienda andate ancora avanti con carta e penna, è buona cosa che leggiate come una soluzione ERP (Enterprise Resource Planning) possa migliorarvi la vita, sollevandovi da una nutrita serie di mal di testa.


La programmazione del proprio futuro

MEB Editore
Padova 1992

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Applicazione delle tecniche di pianificazione strategica alla sfera personale. Propone un supporto metodologico alla razionalizzazione e pianificazione delle attività del singolo finalizzate al perseguimento dei propri obiettivi .

Chi sono? Dove voglio andare? Dove sano? Cosa devo fare? Rispondere a queste domande esistenziali è lo scopo fondamentale della Programmazione del futuro, un manuale che propone un innovativo metodo per razionalizzare il nostro approccio all'esistenza stessa, in termini di capacità, desideri e strategie.
Come una grande societa industriale costruisce un piano strategico per progettare il proprio sviluppo, così ognuno di noi può progettare il proprio futuro e comprendere la vera Missione dell'esistenza. La vita è segmentata in due principali aree: spirituale e materiale. Per ognuna di esse viene richiesto di elaborare un'analisi descrittiva al fine di rispondere alla prima delle domande esistenziali: Chi sono?
II metodo fornisce un sintetico aiuto visivo per posizionare i propri desideri nella Matrice dell'Attrattività, che costituisce un potente strumento per comprendere il nostro stile di vita.
Il processo illustra poi come costruire un'unica frase concettualizzante la nostra personale Missione, rispondendo così alla seconda domanda esistenziale: Dove voglio andare? Nella terza fase (Dove sono?) vengono misurate le nostre effettive capacità, per comprendere quanto dovremo lavorare per raggiungere la Missione. L 'ultima fase (Cosa devo fare?) spiega le regole per costruire il nostro piano personale, capace di colmare il divario tra i nostri desideri (la Missione) e le nostre capacità.
La trattazione, ricca di tavole grafiche per una agevole visualizzazione dei concetti esposti, consente di verificare l'applicazione della teoria su un caso pratico. Alla fine di ogni paragrafo, infatti, il lettore troverà la trattazione del concreto processo di programmazione del futuro messo in pratica dall'immaginario personaggio-guida, il signor Ics Ipsilon, il cui profilo biografico potrebbe essere quello di ognuno di noi.